Ricordi degli anni ’60 e ’70: le confezioni da 12, 24 e 36 pennarelli Carioca. Ed il trucco (inefficace) per farli durare di più

carioca

Indelebili. Come il ricordo fissato nella mente di noi ragazzi degli anni ’60 e ’70.
I mitici pennarelli Carioca, prodotti dalla Universal (dal 1956 al 1964 col nome Contintental) di Settimo Torinese, produttrice di articoli di cancelleria, soprattutto per ambito scolastico.

Da Gey Carioca

Il nome si ispirava da una parte alla fantasia di colori brasiliana (la persona originaria di di Rio De Janeiro è definita “carioca”) e dall’altra al personaggio dei fumetti Gey Carioca (1948), che riconduceva allo (stereotipato) stile delle donne di origine latinoamericana, già noto in Italia dagli anni Trenta grazie al cinema americano.

Seconda solo alla Bic

Negli anni Settanta la Universal realizzò anche le penne Corvina e Unix, distribuite in tutto il mondo, divenendo il secondo produttore mondiale di penne a sfera dopo la Bic.

Anche in Spagna

Il volume di vendita dei pennarelli Carioca (confezioni fino a 36 colori) fu così importante che in concomitanza con la fondazione della società in Italia, fu costituita anche la Universal Española vicino a Barcellona, con impianti dedicati interamente al mercato spagnolo e a supporto dell mercato internazionale
Negli anni 2000, l’azienda si è espansa nell’ambito della produzione di astucci e zaini per la scuola, e in quello della pasta da modellare.

I trucchi

Tra gli espedienti in uso tra gli studenti degli anni 60 e 70 per aumentare la durata dei pennarelli, quello di imbeverne la cartuccia con l’alcol, diluendo il colore oppure di estrarre la cartuccia consumata ed utilizzarla direttamente per colorare. Con effetti, ça va sans dire, sulle dita delle mani e conseguenze sulle natiche da parte delle madri…