Noi lo suoniamo ancora! Milano e Vincenzo, dissacrante brano del 1978 di Alberto Fortis

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Milano e Vincenzo (1978), uno dei più famosi brani del cantautore piemontese Alberto Fortis (Domodossola, Vb, 1955), fu accolto con grandi polemiche per il suo contenuto apparentemente contro i romani (o ai meridionali secondo una diversa interpretazione).
In realtà, il «Vincenzo» cui faceva polemicamente riferimento Fortis nella propria canzone – come spiega Wikipedia – era Vincenzo Micocci (Roma, 1923-2010), discografico e talent scout che, nella seconda metà degli anni 1960, aveva fondato a Roma una casa editrice e un’etichetta discografica (distribuita dalla RCA), la IT, che vide il debutto, tra gli altri, di Francesco De Gregori, Rino Gaetano e Antonello Venditti. Era comune pratica (pressoché in tutte le case discografiche) il mettere sotto contratto giovani artisti e tenerli in attesa, spesso senza mai realizzare un prodotto; è stato questo “parcheggio” nelle scuderie della IT a provocare la rabbia di Alberto Fortis, e la conseguente canzone.
Successivamente, Fortis ha proposto una versione “emendata” di Milano e Vincenzo in cui, anziché le parole «vive a Roma e che ne sa?», canta «dell’amore che ne sa?». La nuova versione compare nell’album live L’uovo (1991), nelle cui note il cantautore spiega come i suoi versi non fossero diretti contro la popolazione di Roma, ma contro «le forme di potere e le burocrazie accentrate» della capitale.
Nel 2009, un anno prima della sua scomparsa, Micocci, il quale nel frattempo aveva fatto pace con il cantautore, pubblicò un’autobiografia dal titolo “…Vincenzo io ti ammazzerò”, con prefazione scritta dallo stesso Fortis.
La riconciliazione fu cantata il 12/11/2010 da Fortis nel programma televisivo I migliori anni, in cui si esibì con una versione modificata di Milano e Vincenzo, cantando «Vincenzo io ti abbraccerò», una settimana dopo la scomparsa del discografico.