Noi lo suoniamo ancora! Campagna social ante litteram nel 1977 per Tomorrow che lanciò Amanda Lear su un’idea di David Bowie, affascinato, come Salvador Dalì, dalla sua androginia

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lear

La campagna, una delle prime azioni in ambito musicale di quello che oggi definiremmo social marketing, forzava l’attenzione sull’ambiguità sessuale di Amanda Lear (pseudonimo di Amanda Tapp, Saigon, 1946).
L’idea di una iniziativa commerciale di questa natura pare fosse stata stimolata da David Bowie (che con la Lear aveva avuto una storia) dopo aver visto la copertina dell’album For Your Pleasure dei Roxy Music del 1973, che ritraeva la modella in stile fetish.Lear
Il grimaldello psico-mediatico, naturalmente, erano la voce profonda della Lear e la sua androginia, a lungo strumentalizzate fingendo una transessualità su cui la cantante avrebbe giocato a lungo e che avevano colpito anche il pittore surrealista Salvador Dalí, per il quale, come modella, aveva spesso posato.
Donna molto intelligente e poliglotta (parla correttamente inglese, francese, italiano, spagnolo e tedesco), la Lear ha sempre saputo gestire con astuzia il suo personaggio, avvolgendolo di mistero, tanto che della sua infanzia si sa poco.
Poco dopo la sua nascita, avvenuta a Saigon nel 1946 (ma secondo altre fonti addirittura nel 1939) i suoi genitori si sarebbero separati e Amanda sarebbe stata cresciuta dalla madre a Nizza.
La verità sulla sua data di nascita, i nomi e le nazionalità dei suoi genitori e le città in cui è stata cresciuta, tuttavia, costituiscono una questione molto dibattuta fin dai primi anni Ottanta.
Nel testo di Tomorrow, pubblicato nel 1977, una donna chiede a un uomo se vuole un appuntamento e la richiesta, sebbene il testo sia in inglese, viene fatta – a eccezione della parola del titolo (“domani”) – in francese, sfruttando la rima di voulez-vous? (“Vuole?”) con rendez-vous (“appuntamento”). Il pezzo, quanto a sonorità, è influenzato dallo stile dei Boney M. e della disco music prima maniera del Philadelphia Sound.
L’edizione portoghese pubblicata lo stesso anno dalla Ariola e quella brasiliana pubblicata dalla RCA, riportano entrambe sul lato B il brano Queen of Chinatown, altro esempio di seconda scelta musicale in grado di raggiungere un successo analogo a quello della prima.