Noi lo suoniamo ancora! Hotel California, apoteosi degli Eagles del 1976 ricca di misteri a tutt’oggi mai svelati. Come l’ipotesi di un tributo ad un’italiana

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L’interpretazione di Hotel California, celeberrimo brano del 1976 degli Eagles, scritto da Don Felder, Don Henley (cui recentemente abbiamo dedicato un articolo sull’estemporanea carriera solista nel caso di specie con il pezzo Johnny can’t read) e Glenn Frey, è oggetto da sempre di diverse visioni. Il testo  descrive l’Hotel California come un albergo di massimo livello dove «You can check out any time you like but you can never leave»puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai»). L’esegesi artistica più accreditata è quella di un’allegoria dell’edonismo e dell’auto-distruzione dell’industria musicale della California del Sud nella fine degli anni Settanta. Lo stesso Don Henley l’ha definita «la nostra interpretazione della bella vita a Los Angeles» e, in un’intervista del 2007, aggiunse «è essenzialmente una canzone sull’oscura vulnerabilità del sogno americano, che è qualcosa che conosciamo bene». D’altra parte, in quel periodo gli Eagles erano usi a fare impiego di alcol e droga. Di qui la considerazione che Hotel California fosse una metafora della schiavitù da stupefacenti.
Don Felder in numerose interviste lasciò intendere che la canzone fosse ispirata ad un soggetto particolare che aveva segnato la sua vita privata e di conseguenza quella di tutti i membri del gruppo. In realtà, ad oggi non è stato svelato chi fosse quella persona, anche se in un’intervista del The Washington Post del novembre 2015 lo stesso Felder rivelò che l’ispiratrice della canzone era una ragazza italiana, caratterizzata da un lato misterioso entusiasmante, esattamente come quello di Hotel California. Tutto ciò che si sa sulla ragazza è il suo nome d’arte: “The Cat”, che non fa altro che aggiungere mistero al mistero, alimentando la leggenda.
La natura astratta del testo della canzone ha spinto gli ascoltatori a fare su di essa delle proprie interpretazioni. Tra esse vi sono anche affermazioni, diffuse su Internet, su presunti sottintesi satanici. A sostegno di questa teoria, alcuni accostavano l’Hotel California ad un albergo di San Francisco, acquistato da Anton LaVey e convertito in una sede della Chiesa di Satana. Altre teorie dicevano che l’Hotel California fosse il manicomio di Camarillo, in California. Il gruppo non si è mai espresso riguardo a queste teorie, così alimentandole.
La parola steely (“d’acciaio”, riferita ai coltelli), è una scherzosa menzione del gruppo Steely Dan, nella cui canzone Everything You Did è incluso il verso «Turn up the Eagles, the neighbors are listening», cioè «Alza gli Eagles, i vicini stanno ascoltando».