1982: Alan Parsons Project celebra la sua apoteosi con Eye in the sky. Avvertimento verso il Grande Fratello di Orwell o tributo all’esoterismo di Crowley?

Alan Parsons Project, Eye in the sky

Eye in the Sky è probabilmente il pezzo più famoso del gruppo The Alan Parsons Project, estratto come singolo dall’album omonimo del 1982.
Sul significato del pezzo (titolo, testo ed immagine della copertina) si è molto dibattuto.

Spiegazione più immediata

L’esegesi più accreditata è ovviamente quella del riferimento al Grande Fratello del romanzo di George Orwell, 1984 (scritto, lo ricordiamo, nel 1949), dove il futuro è visto come condizionato da un potere assoluto in grado di inibire ogni scelta individuale attraverso un costante monitoraggio visivo dei singoli comportamenti.

Woolfson affascinato dalla videosorveglianza

L’autore e cantante del pezzo, Eric Woolfson (Glasgow, 18 marzo 1945 – Londra, 2 dicembre 2009) , passava molto tempo fra casinò e centri commerciali, affascinato dai sistemi di sicurezza e dalle telecamere nascoste da cui avrebbe tratto l’ispirazione del titolo del famoso brano, che aveva un’altra inedita caratteristica: quella di essere preceduto da un introduzione strumentale di quasi due minuti, con denominazione autonoma (Sirius).

La spiegazione esoterica

In realtà, una corrente minoritaria attribuisce al testo un’esegesi diversa, partendo dalle parole  «Io sono l’occhio nel cielo/che ti osserva/posso leggere nella tua mente/sono colui che detta le regole/ che stringe accordi insani/posso ingannare te, cieco/e non ho bisogno di vedere oltre/ per sapere che/posso leggere nella tua mente/posso leggere nella tua mente»), ma soprattutto dall’emblematica copertina che raffigura il dio egizio con testa di falco, Horus, figlio di Iside e Osiride.

L’amuleto di Horus

L’amuleto di Horus (il cui significato è «essere sano») veniva generalmente posto all’interno dei bendaggi che avvolgevano il corpo del defunto, in quanto simboleggiava la rigenerazione. Sul piano grafico, il dio egizio è rappresentato da un occhio sovrastato dal sopracciglio e sotto da una spirale, che richiama il tratto residuo del piumaggio del falco di cui Horus assume le sembianze.
Sul piano esoterico, Horus rappresenta un ruolo chiave nella dottrina del moderno satanismo, che trova nel magista inglese Aleister Crowley (1875-1947) la sua creazione.

Eye in the sky, Horus, Alan Parsons Project

Il Libro della Legge di Crowley

Secondo tale cultura, nel 1904 al Cairo, Crowley ricevette, per via di evocazione medianica, il Liber al vel Legis (o Libro della Legge), in cui veniva annunciato l’avvento di una Nuova Era, l’Eone di Horus, iniziata con l’«Equinozio degli dèi» di quell’anno e destinata a durare duemila anni. Per la scuola di Crowley, Horus era dunque il «messia» del nuovo mondo che avrebbe soppiantato il cristianesimo.

Children of the moon

A suffragio di tale riferimento, i sostenitori della tesi esoterica che avrebbe ispirato The Alan Parsons Project richiamano l’altro brano contenuto nell’album Eye in the Sky:  Children of the Moon («Figlia della Luna»), a sua volta un riferimento a Crowley. Quest’ultimo, in effetti, aveva scritto un libro intitolato Moonchild («Figlia della Luna») nel quale descriveva la creazione di un homunculus (il golem della Cabala ebraica), altrove tratteggiato come «un essere vivente che rassomiglia a un uomo e possiede quelle qualità dell’uomo che lo distinguono dalle bestie, vale a dire l’intelletto e la capacità di parola, ma che non è procreato né dato alla luce come gli umani, e non è abitato da un’anima umana».