1970: in Italia diventa fenomeno di massa la minigonna importata da Londra dopo tentativi di boicottaggio. Medici bigotti: non usatela provoca reumatismi e problemi circolatori

minigonna

Come per tanti fenomeni della moda, anche la genesi della minigonna è controversa. La versione ufficiale attribuisce la sua ideazione nel 1963 alla stilista inglese Mary Quant, simbolo della Swinging London, mentre i francesi sostengono che fosse stato un loro designer, André Courrèges, ad introdurla per primo.

Reumatismi e problemi circolatori

Da noi la minigonna iniziò a diffondersi dal 1966, ma fu molto osteggiata dall’opinione pubblica, con derive anche giuridiche (denunce e tentativi di regolarizzazione normativa), messe al bando per presunte “provocazioni di istinti naturali maschili” e debordi nel ridicolo, come la tesi di alcuni medici secondo i quali avrebbe provocato reumatismi e problemi circolatori.

Inopportuna, ma non vietata

Solo agli inizi degli anni ’70 la minigonna fu definitivamente sdoganata e rimase off-limits solo negli ambienti sacri, dove era fortemente sconsigliato (ma non vietato in termini normativi) l’ingresso di chi la portava.

Le femministe: viva la minigonna simbolo di libertà; no alla minigonna, che riduce ad oggetto sessuale!

Tuttavia, come spesso accade nella moda, si passò presto agli estremi, con minigonne via via sempre più corte, finché le stesse correnti che avevano sospinto l’adozione dell’indumento, movimento femminista in testa (in quanto simbolo della “libertà di pensiero femminile”), presto si convertirono alla tesi dell’oggettivazione sessuale della donna, privilegiando altre “novità”. Come gli short (spesso di jeans) e gli hot pants.

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